Padova, affittacamere abusivo Cinese da incubo: 16 persone stipate in un tugurio per 15 euro al giorno

Scoperto vicino alla stazione un appartamento trasformato in dormitorio infernale: blitz della polizia, denunce e irregolari espulsi

A Padova, tra la stazione e le solite palazzine che vedi grigie pure d’estate, la polizia ha scovato un affittacamere abusivo che più che un appartamento sembrava l’anticamera dell’inferno. Sedici persone ammassate come scatole di tonno, pagavano 15 euro al giorno per dormire in un corridoio, su materassi buttati a terra tra sporcizia, caos e l’odore di disperazione. Non c’erano stanze vere, solo spazi rubati: un bagno trasformato in camera, corridoi diventati letti, e pareti che forse volevano urlare “basta” pure loro.

Dietro questo schifo c’era una coppia di cinquantenni cinesi che aveva trasformato il contratto d’affitto in una gallina d’oro. Altro che Airbnb: qua si parlava di Bed & Disastro. Nessuna licenza, nessuna comunicazione alle autorità, ma un giro d’affari da far impallidire certi furbetti del turismo. La polizia è arrivata dopo le segnalazioni dei residenti, stanchi di vedere un continuo andirivieni di sconosciuti che entravano e uscivano a orari assurdi. E una volta aperta la porta, si sono trovati davanti lo scenario perfetto per un film horror a basso budget.

Cinque dei sedici “ospiti” erano pure irregolari. Uno spedito al Cpr di Gradisca d’Isonzo, due già rimpatriati e altri due con un ordine di espulsione in mano. Tutti, comunque, vittime di un sistema che ti prende per fame e ti restituisce umiliazione. Perché quando arrivi a pagare 15 euro per dormire in un cesso, vuol dire che sei a un passo dal fondo, e qualcuno sta guadagnando su quella caduta.

I due gestori? Denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, omissione di comunicazione degli alloggiati e multati per 2.000 euro per esercizio abusivo dell’attività ricettiva. Una miseria, se pensi a quanto hanno incassato a botte di quindici euro al giorno per ogni corpo piazzato in fila come pacchi postali. L’appartamento è stato sequestrato, ma la cosa più assurda è che la donna era già stata beccata mesi fa per gli stessi reati, mentre il marito nel 2022 era finito in un’indagine per false fatturazioni. Gente recidiva, insomma: sapevano cosa stavano facendo e se ne fregavano, perché tanto la legge in Italia arriva sempre tardi e con le scarpe slacciate.

La scena è quella tipica dell’Italia che fa finta di non vedere: appartamenti trasformati in dormitori abusivi, persone che vivono peggio dei cani e affittuari che ci marciano sopra. Nessuna sicurezza, nessuna dignità, solo l’odore del profitto. E se ci metti pure la solita burocrazia lenta, ottieni un mix esplosivo: chi prova a fare le cose in regola viene schiacciato, chi se ne sbatte delle regole fa i soldi a palate.

E poi ti chiedi come mai i residenti s’incazzano, come mai il quartiere si riempie di degrado e come mai la fiducia nelle istituzioni evapora. Forse perché serve più controllo, forse perché servono leggi più bastarde contro chi sfrutta i più deboli. Non puoi girarti dall’altra parte mentre qualcuno guadagna affittando il cesso come stanza singola.

Padova si è ritrovata davanti uno specchio sporco: quello dell’ipocrisia. Un affittacamere abusivo nel cuore della città, nascosto in piena vista, che dimostra quanto poco serva per trasformare una casa in un inferno. E ora che il blitz ha svelato tutto, viene da chiedersi: quanti altri tuguri del genere stanno spuntando sotto il naso delle autorità, nelle città italiane, senza che nessuno alzi un dito?

Ignoranti, voi che ne pensate: è più colpevole chi sfrutta o chi lascia che certi schifi continuino a esistere?

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