Febbraio 26, 2024

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Calci e pugni in carcere a Pordenone

Una sequenza di attacchi violenti si è abbattuta sul carcere di Pordenone, causando preoccupazione e alzando l’allarme sulla sicurezza interna.

In meno di una settimana, cinque agenti della polizia penitenziaria hanno subito lesioni tali da necessitare cure ospedaliere, un fenomeno che ha suscitato la condanna immediata e decisa della segreteria regionale Uspp del Triveneto.

Dettagli degli Attacchi

L’ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato lunedì 8 gennaio: un detenuto di origine nordafricana, già noto per la sua insofferenza alle regole del carcere, ha sferrato un attacco ai danni di due agenti. Questo scontro ha lasciato i due membri del personale con lesioni significative, con una prognosi di sei giorni.

Escalation Preoccupante

Il ciclo di violenza ha avuto inizio nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. In quell’occasione, un agente ha riportato uno strappo alla schiena mentre cercava di riportare il detenuto nella sua cella, una ferita che richiederà una settimana per guarire completamente.

Richieste e Rivendicazioni Sindacali

Di fronte a questa escalation, la segreteria Uspp del Triveneto ha espresso forte preoccupazione per la sicurezza del personale. Il sindacato ha annunciato l’intenzione di richiedere al provveditore regionale, in un incontro fissato per giovedì 11 gennaio, di rivalutare la posizione del detenuto e valutare l’opportunità di un suo trasferimento. In aggiunta, è stata avanzata la proposta di revocare i benefici di legge per i detenuti che si rendono responsabili di aggressioni gravi.

La situazione al carcere di Pordenone rappresenta un campanello d’allarme sulla sicurezza nelle strutture penitenziarie, richiedendo una risposta rapida e decisa da parte delle autorità competenti.

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