L’ennesimo episodio di violenza in città riaccende il dibattito sulla sicurezza
Un giovane è stato aggredito nel tardo pomeriggio di venerdì 19 settembre a Udine, mentre stava andando a lavorare. L’episodio è avvenuto in viale Ungheria, a pochi passi dal centro, ed è stato raccontato dal titolare della pizzeria Campana d’Oro, Gino Palumbo.
Secondo la ricostruzione, il ragazzo – diretto al turno di lavoro – è stato avvicinato da cinque giovani stranieri che lo hanno improvvisamente colpito con spray al peperoncino, accecandolo e portandogli via la borsa.
La refurtiva è stata abbandonata poco dopo, davanti a un barbiere nei pressi della stazione delle corriere. “Mi sono precipitato a vedere cosa fosse successo – ha raccontato il titolare – e il ragazzo è stato accompagnato al pronto soccorso per le cure all’occhio. Ha poi fornito ai carabinieri tutte le informazioni necessarie”.

La politica interviene sul caso
L’aggressione ha subito acceso le polemiche sul tema della sicurezza. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Antonio Pittioni, ha espresso solidarietà alla vittima, ma ha anche attaccato il sistema giudiziario:
“A lui va tutta la mia solidarietà. Ma non basta indignarsi: questi soggetti sono delinquenti e come tali vanno trattati. Non è accettabile che vengano fermati e poche ore dopo rimessi in strada, liberi di colpire di nuovo. È il classico cane che si morde la coda e che lascia i cittadini senza difese. Udine non può essere ostaggio di bande violente”.
Un messaggio duro che arriva a poche ore dalla manifestazione sulla sicurezza già prevista in città.
Un’emergenza che fa discutere
L’episodio non è isolato: negli ultimi mesi Udine è stata teatro di diversi episodi di microcriminalità e violenza, spesso concentrati nelle zone vicine alle stazioni e nei luoghi più frequentati. Proprio per questo cresce la richiesta di controlli più serrati e di pene certe, mentre i cittadini si chiedono fino a che punto si possa parlare ancora di “episodi isolati”.

