Friulani da tastiera: insulti e cattiverie contro chi ha manifestato a Udine per Gaza

Mentre studenti e lavoratori scendono in piazza per Gaza e per i diritti di tutti, i commenti su UdineToday mostrano quanto l’Italia sia piena di servi che difendono il loro padrone

Il quadro: Udine si muove, i dormienti si svegliano solo per insultare

Udine. 3 ottobre 2025. In piazza ci sono ragazzi, insegnanti, operai, precari. C’è chi ha deciso di perdere un giorno di scuola o di lavoro non per cazzeggiare, ma per alzare la voce contro un governo che arma Israele e lascia morire gli ospedali italiani.
Ma appena una notizia del genere esce su un portale locale come UdineToday, ecco che spunta la fauna del web: leoni da tastiera, ex rivoluzionari falliti, patrioti del divano e lavoratori frustrati che odiano chi ha ancora un’anima.

E così, nei commenti, parte la solita sagra del “Ma andate a lavorare!”, del “Che vergogna!”, del “Zecche comuniste!”.
Questa gente non protesta mai. Non si indigna mai quando il loro stipendio vale meno di un aperitivo, ma si infervora quando qualcun altro osa alzare la testa.

Oggi analizziamo, uno per uno, questi cervelli fritti — con rispetto per chi il cervello lo usa davvero.

“Andate a lavorare invece di perdere tempo” – Paolo Z. lavoratore modello di un sistema marcio

Eccolo qua, il mito dell’italiano medio. Quello che crede che il valore di una persona si misuri in ore lavorate e tasse pagate, anche se in cambio riceve solo calci nel culo.
Paolo, caro, ti hanno convinto che lavorare fino a morire per un salario da fame è una virtù. Non lo è. È schiavitù moderna.
E mentre difendi il tuo posto di lavoro come se fosse un trono, ti stanno portando via la dignità, la sanità, la scuola dei tuoi figli.
Ma tranquillo, continua a dire “andate a lavorare” a chi ha ancora il coraggio di chiedere giustizia. Quando chiuderanno l’ospedale sotto casa tua, potrai lavorare pure come infermiere volontario. Gratis, ovvio.

“Tutti ragazzini felici di saltare un giorno di scuola!” – Stefania F, la profeta del qualunquismo

Stefania, ti ringraziamo per il contributo sociologico. Hai appena spiegato a tutti perché in Italia la cultura civica è morta.
Se i ragazzi vanno in piazza, non è per saltare la lezione di matematica: è perché la scuola non basta più a insegnare cosa sia la coscienza.
E sai una cosa? Meglio un ragazzo che protesta che un adulto che si lamenta su Facebook e non muove il culo da una sedia.

“Che vergogna!” – Paola M.p. , la voce della morale a ore

Cara Paola, la vergogna non è protestare.
La vergogna è restare zitti mentre il governo taglia i fondi alla sanità, manda armi a Israele e lascia morire la gente sotto le bombe.
Vergogna è avere voce e usarla solo per sputare veleno contro chi lotta anche per te.
Ti hanno insegnato a obbedire, e adesso chi non lo fa ti fa paura.
È comprensibile, ma non è giustificabile.

“Siamo il circo del mondo” – Marco S. clown senza maschera

Questa è poesia pura dell’ignoranza.
Gente che si crede seria perché non ride.
Marco e Denise, vi do una notizia: il vero circo è credere che vivere in silenzio sia dignità.
Il mondo non ride di chi protesta, ride di chi subisce e si crede libero.
Siete il pubblico del circo, non gli artisti. E pagate pure il biglietto con le vostre tasse.

“Andate a lavorare” (bis) – Mariangela B, eco di un Paese lobotomizzato

Mariangela, sembri l’eco di un megafono spento.
“Lavorare” è diventato un mantra svuotato di senso, un dogma ripetuto da chi non si ricorda nemmeno perché lo fa.
Non ti rendi conto che stai difendendo un sistema che ti sfrutta.
Quando dici “andate a lavorare” a chi protesta, è come se dicessi “siate schiavi come me”.
No, grazie. Qualcuno preferisce lottare, non obbedire.

“Maledette zecche lavative” – Mauro M, lo storico del bar sport

Ecco la perla fascio-popolare.
La parola “zecca” la usano quelli che non hanno argomenti.
Mauro, tu magari ti credi un patriota, ma la patria che difendi è una che ti sta svuotando le tasche e la testa.
E se pensi che chi scende in piazza sia “lavativo”, sappi che molti di loro hanno un lavoro, una famiglia, una vita.
Ma hanno anche qualcosa che tu hai perso: coscienza sociale.

“Mi chiedo se la gente non lavora come me, non hanno un kaiser da fare in tutto il giorno” – Michele M. , il filosofo del turno di notte

Michele, tu sei la vittima perfetta del sistema.
Ti spaccano la schiena 10 ore al giorno, ti pagano una miseria, e tu difendi i tuoi carcerieri.
Ti senti superiore perché “lavori”, ma stai solo sopravvivendo.
Chi protesta non è uno che “non ha un kaiser da fare”: è uno che ha il coraggio di dire basta.
Tu invece ti limiti a sbuffare davanti a un monitor. Complimenti.

“Erano quattro maranza sfigati e poveri comunisti vergognosi… viva Israele” – Pasqui Pasqui, diplomato in propaganda

Pasqui, fratello, respira.
Hai appena fatto bingo nel campionato mondiale dei commenti ignoranti: insulti, disinformazione e tifo da stadio.
“Viva Israele”? Lo sai che Israele in questo momento sta bombardando civili, scuole e ospedali?
Difendere un governo che uccide innocenti non ti rende un patriota, ti rende complice.
E chiamare “maranza” chi manifesta è ridicolo: almeno loro non si nascondono dietro un nickname da cartone animato.

“Bisogna essere veramente fieri di gentaglia così” – Alberto B. , ironia a saldo

Alberto, sai cosa? Hai ragione.
Siamo fieri.
Fieri di chi scende in strada per un mondo più giusto.
Fieri di chi ha il coraggio di disobbedire.
Fieri di chi non ha paura dei giudizi di chi preferisce subire in silenzio.
La vera “gentaglia” è quella che applaude mentre ci spogliano dei diritti.

“Ma vergognatevi, fate schifo” – Augusto R. , voce dell’odio inutile

Augusto, se ti fa schifo la gente che protesta per la pace, forse dovresti chiederti cosa ti piace.
Ti piace la guerra? Ti piace il silenzio? Ti piace guardare i notiziari e sentirti impotente?
Chi protesta lo fa anche per te, che ti piaccia o no.
La vergogna non è in piazza. È nei commenti come il tuo.

“Andate a casa che fate solo schifo” – Carmelo L. , chiusura con perla di disprezzo

Carmelo, forse è meglio se a casa ci resti tu.
Chi è sceso in piazza oggi ha portato un messaggio di solidarietà, tu hai portato solo bile.
E la bile, come sai, non costruisce nulla. Distrugge e basta.

Udine oggi ha mostrato due facce

  • quella di chi ha ancora un cuore e una coscienza, che scende in piazza per la giustizia
  • e quella di chi ha solo un account Facebook e una tastiera, con cui sputa veleno perché ha paura di sentirsi inutile

Il problema dell’Italia non sono le proteste.
Il problema è la gente che non protesta più e odia chi lo fa.
Perché quando odi chi lotta per i tuoi diritti, vuol dire che ti hanno fregato l’anima.

La vera vergogna è rimanere zitti. E oggi, chi insulta le piazze, è già morto dentro.

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