Se stai valutando di affidarti a Flatpay per la tua attività o per il tuo food truck, fermati un attimo e leggi la mia storia.
Sto scrivendo questa recensione per raccontare quello che ho vissuto in prima persona, con l’obiettivo di aiutare altri commercianti e ristoratori a non cadere nella stessa trappola.
1. L’ingaggio sul campo: la fretta di chiudere l’accordo
Tutto è iniziato a Concordia Saggitaria. Ero impegnato ad aiutare un amico con un trasloco, insieme al mio socio in affari con cui sto avviando un’attività di food truck. In un momento di stanchezza e con la pressione di dover iniziare a lavorare a breve, si presenta un consulente Flatpay.
Le premesse sembravano incredibili: “prezzo bomba”, “praticamente regalato”, condizioni imperdibili. Spinto dall’urgenza di allestire il mezzo in tempo per le prime fiere, accetto. Da quel momento inizia un bombardamento telefonico: chiamate ogni giorno, a qualsiasi ora, per sollecitare i dati e chiudere il contratto. Col senno di poi il motivo era chiaro: creare urgenza per non lasciarti il tempo di informarti o leggere bene le clausole.
2. Installazione approssimativa e promesse non mantenute
Dopo qualche settimana si presenta il referente insieme a un tecnico per l’installazione. Già dalle prime spiegazioni capisco che qualcosa non va: mi vengono spacciate per “impossibili” configurazioni che in realtà erano semplicissime.
Ma il punto centrale era il prezzo:
- La promessa: 3.500 € totali ivati, divisi in 4 rate. Abbiamo passato 20 minuti a fare il calcolo preciso al centesimo insieme al referente Flatpay. Non si è mai parlato di cifre IVA esclusa.
- L’assistenza decantata: Promessa un’assistenza tecnica 7 giorni su 7, 24 ore su 24, efficiente e immediata.
Finita l’installazione (con metri di cavi e sistemi ingombranti su un food truck dove lo spazio è vitale), firmiamo in fretta e furia sotto la loro spinta.
3. I primi problemi tecnici e la “soluzione” con ChatGPT
Appena partiti, iniziano i disastri:
- Hardware difettoso da subito: Accendo il tablet della cassa e noto una macchia enorme sullo schermo. Chiamo subito e la risposta è un vago “vedremo di cambiartelo”. Spoiler: non è mai stato sostituito. Pur di lavorare decido di far finta di nulla e andare avanti.
- Il blocco alla prima fiera: Alla prima uscita operativa, la cassa smette di funzionare. Stampante di cassa (Custom) e POS disconnessi, impossibilità totale di battere scontrini o prendere pagamenti.
- L’assistenza surreale: Chiamo l’assistenza “H24”: dopo due ore di tentativi inutili, l’operatrice al telefono tenta di trovare una soluzione cercando risposte su ChatGPT. Nessuna competenza tecnica reale. Per fortuna mio figlio, usando la logica, è riuscito a ripristinare temporaneamente il sistema per farci lavorare, ma nei giorni successivi la stampante e la cassa hanno continuato a sconnettersi a piacimento.
4. La sorpresa finale: quasi 1.000 € in più sul conto
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata con la prima rata. L’importo addebitato era di circa 250 € in più rispetto a quanto pattuito. Moltiplicato per le 4 rate, parliamo di un sovraccosto di quasi 1.000 € oltre i 3.500 € Ivati promessi.
Contatto il commerciale che mi aveva venduto il pacchetto. La sua risposta? “Hai ragione, sono un uomo di parola, risolvo tutto io”. Risultato? sparito nel nulla. Nessun messaggio di riscontro su WhatsApp, nessun problema risolto.
5. La PEC, le minacce telefoniche e le vie legali
Stanco di essere preso in giro, mi sono rivolto al mio avvocato, il quale mi ha consigliato di inviare immediatamente una PEC di contestazione e recesso per inadempimento contrattuale.
La reazione di Flatpay non si è fatta attendere: la mattina seguente vengo contattato telefonicamente da un loro operatore con toni aggressivi, arrabbiato per la PEC inviata, sostenendo che “non posso tirarmi indietro, che ormai è così e devo pagare per forza”.
La realtà è diversa: ho i messaggi salvati, le fatture che smentiscono i calcoli fatti a voce e i testimoni presenti al momento della vendita. I dispositivi sono già stati impacchettati nelle loro scatole originali: o se li vengono a ritirare o finiranno in discarica. Non ho alcuna intenzione di versare un solo euro in più per un servizio non conforme e ingannevole.
Riassunto dei problemi riscontrati con Flatpay:
- Pressione commerciale aggressiva per impedire al cliente di verificare le condizioni.
- Prezzi verbali disattesi: promessa di un totale Ivato, rivelatosi poi IVA esclusa con addebiti extra gonfiati.
- Hardware consegnato già difettoso (schermo del tablet macchiato) e mai sostituito.
- Mancata assistenza tecnica: call center impreparato che ricorre a strumenti generici come ChatGPT senza risolvere i blocchi operativi.
- Inaffidabilità del sistema su stampanti e POS, rischiosissima per chi lavora con il pubblico e ha bisogno di velocità.
- Servizio clienti post-vendita assente o aggressivo di fronte a contestazioni formali via PEC.
Cosa dicono le altre recensioni online su Flatpay?
La mia esperienza non è un caso isolato. Facendo una rapida ricerca su piattaforme di recensioni verificate come Trustpilot o sui forum di settore dedicati ai commercianti, emergono criticità ricorrenti segnalate da numerosi utenti:
- Costi nascosti e penali sull’Hardware/Noleggio: Diversi utenti lamentano che i contratti di locazione/noleggio operativo a lungo termine legano i clienti a canoni mensili elevati e difficili da rescindere senza penali gravose.
- Commissioni POS e transazioni: Molte recensioni evidenziano difformità tra le commissioni sul POS promesse dai commerciali in fase di trattativa e quelle effettivamente applicate in estratto conto, con l’aggiunta di costi fissi di gestione o penali su volumi minimi di transato.
- Assistenza inefficiente e contratti vincolanti: Le lamentele principali su Trustpilot riguardano l’impossibilità di parlare con un tecnico specializzato in caso di guasto durante gli orari di lavoro e la rigidità del servizio clienti quando si tenta di risolvere il contratto per disservizio.
(Fonte: Recensioni pubbliche degli utenti consultabili su Trustpilot Italia e forum indipendenti di esercenti/commercianti).
Un consiglio spassionato
Se siete un’attività commerciale, un ristorante o un food truck, tutelatevi. Non firmate nulla sotto pressione, verificate che ogni singola cifra detta a voce sia scritta nero su bianco comprensiva di IVA e penali di recesso, ed evitate contratti vincolanti con aziende che non garantiscono un supporto tecnico reale sul campo.

