Aprile 22, 2024

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Donovan Rossetto, ecco come sono diventato un Villain

Una piccola confessione per chi mi segue da sempre…

La vita, spesso, non riserva un palcoscenico di gloria per tutti. Alcuni di noi camminano sotto un cielo nublato, lottando contro una tempesta incessante. Io, Donovan Rossetto, sono nato e cresciuto in una tale tempesta.

Sin dalla nascita, la mia vita è stata un tourbillon di colori e suoni delle giostre. Una famiglia di giostrai, una cultura viva e vibrante, che però non mi ha risparmiato l’ombra del pregiudizio e della discriminazione.

Ma le giostre non sono state l’unico teatro delle mie sofferenze. A casa, mio padre dominava con un pugno di ferro, sia fisico che psicologico. Mia madre, pur essendo anch’essa vittima di mio padre, non si asteneva dal punirmi in modi impensabili, come rinchiudermi in una cassa di cemento in un agosto torrido.

E la scuola? Ah, la scuola. Il marchio di “zingaro” mi ha perseguitato ad ogni passo. Escluso, isolato, ridicolizzato non solo dai miei compagni, ma persino da coloro che avrebbero dovuto proteggermi, i professori. L’età adulta non ha portato alcun sollievo. Ogni opportunità, ogni amicizia, era oscurata dalla mia eredità familiare.

Ora, a 33 anni, non sono più disposto a rimanere in silenzio. Sì, sono diventato un villain. Non perché desiderassi diventarlo, ma perché la vita mi ha dato poche altre scelte. Non desidero fare del male, non voglio vendicarmi fisicamente. Ma ho imparato ad aspettare, a sperare nel karma, a credere che coloro che hanno seminato vento raccoglieranno tempesta.

Non sono un super cattivo dei fumetti. Non ho piani di conquista del mondo. La mia forza risiede nella mia storia, nel mio rifiuto di lasciarmi definire dagli altri. La mia vendetta è psicologica, un monito per coloro che hanno osato sminuirmi.

Se dovete imparare qualcosa da me, sappiate questo: ogni villain ha una storia. E la mia? La mia è una testimonianza di ciò che accade quando una società decide di etichettare e discriminare un individuo. Se oggi sono un villain, vi chiedo: chi ha davvero creato il mostro?

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