Arrestato a Udine 25enne che tenta di pagare il ristorante con una carta rubata

Beccato mentre cercava di saldare il conto con una carta di credito non sua, il ragazzo è finito nei guai. Ma tra notifiche, app e tracciamenti continui, resta da chiedersi se fosse un furbo, un disperato o solo un boomer del crimine.

Scena da film tragicomico: ristorante “Biffi”, via Poscolle, Udine. Tavolo pieno, piatti vuoti, e un 25enne egiziano che alla fine del pasto tira fuori la carta di credito con l’aria di chi si sente in pace col mondo. Peccato che quella cazzo di carta fosse rubata. Il POS si accende, lampeggia, manda l’allarme come se avesse appena visto Satana in 4K, e nel giro di due minuti arrivano le Volanti della polizia. Fine della cena, inizio del casino.

Gli agenti lo fermano e, sorpresa: in tasca gli trovano sei carte di credito di provenienza illecita. Sei, fratè. Neanche un direttore di banca gira così attrezzato. E non solo: nel pomeriggio lo stesso tipo era stato pizzicato a fare il furbo al supermercato “Despar” di piazzale Rita Levi Montalcini, dove si era servito da solo come al brunch di un hotel.

Il ragazzo, già noto per altri precedenti, era pure sotto divieto di dimora in Friuli Venezia Giulia. Cioè, doveva stare lontano da lì, e invece s’è fatto pure una cena con carta rubata. Se cercava il “pacchetto completo” di accuse, direi che l’ha sbloccato tutto: indebito utilizzo di mezzo di pagamento, ricettazione e furto. Achievement Unlocked.

Ma ora, la vera domanda è: che cazzo ti passa per la testa nel 2025 a tentare un colpo così?
Viviamo nell’era delle app che ti segnalano pure se hai speso 2 euro per un caffè, dei pop-up che ti svegliano la notte e dei sistemi antifrode che beccano anche chi sbaglia PIN di proposito. Non è più tempo di crimini “analogici”: è come tentare di rapinare una banca col walkman acceso.

Eppure, sotto questa cazzata clamorosa, magari si nasconde qualcosa di più umano. Magari il tipo non è solo un ladruncolo, ma un disperato che si arrangia male, uno che ha perso la bussola e prova a galleggiare nel caos. Oppure – e qui viene il bello – magari dietro c’è una storia ancora più marcia, un “amico”, un “parente”, qualcuno che gli ha messo in mano le carte dicendo “vai tranquillo, è tutto a posto”.

Chi può dirlo?
Tra tracciamenti, banche che ti spiattellano le spese in tempo reale e notifiche che ti inchiodano al millisecondo, c’è ancora chi prova a fregare il sistema alla vecchia. Forse per furbizia, forse per fame, forse solo perché non ha capito che il mondo è cambiato.

Ignoranti, voi che dite? È un fesso che si credeva un hacker o solo un poveraccio rimasto intrappolato nei debiti della vita?

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