Tentano il colpo dell’orologio da 80mila euro, tre arresti a Padova

Tre uomini con una carriera criminale più lunga della lista della spesa finiscono in manette dopo un tentativo di rapina in pieno giorno. Ma tra tattiche da film e fughe da boomer, il piano è crollato come un castello di cacca.

È successo a Padova, durante quella che doveva essere una tranquilla pausa pranzo. Un imprenditore 46enne esce dal suo ufficio, probabilmente pensando solo al piatto del giorno, e si ritrova invece dentro una scena da GTA V – versione sfigata.
Due uomini su una moto di grossa cilindrata lo bloccano di botto. Il pilota accelera per coprire le urla, mentre il complice parte di cattiveria: calci, pugni, un’aggressione secca, brutale, solo per strappargli dal polso un orologio da 80 mila euro.

Ma la sfiga è una troia: arrivano dei passanti, disturbano la scena, e i due criminali mollano tutto e scappano in moto verso il casello di Padova Ovest, dove li aspettava il terzo complice, seduto comodo in un’auto a noleggio. Il classico “palo”, quello che guarda e pensa “stavolta andrà bene”. Spoiler: non è andata bene un cazzo.

Già perché, mentre loro giocavano a Fast & Furious – versione discount – la Squadra Mobile di Padova e Bologna, che stava già seguendo un’indagine su un furto avvenuto il giorno prima a Bologna, li ha beccati al volo. Dopo un breve inseguimento, li hanno acciuffati come polli al mercato.

Dentro l’auto, un bottino da paura: 10 orologi di lusso, otto nascosti e due addosso ai rapinatori. Tutti provenienti dal furto del giorno prima, a danno di un rappresentante orafo bolognese.
E per rendere la cosa ancora più tragicomica, avevano pure una targa finta da piazzare sulla moto, manco fosse un cosplay di James Bond. Uno dei tre, poi, girava con un documento falso valido per l’espatrio. Insomma, erano pronti al colpo… ma non a fare i conti con la realtà.

Dalle indagini è venuto fuori che due su tre erano già ai domiciliari. Sì, avevano l’obbligo di stare a casa, e invece stavano fuori a menare la gente per rubare orologi. Risultato: oltre a rapina e ricettazione, pure evasione. Curriculum da fuoriclasse, ma nel senso peggiore del termine.

Il trio, con precedenti per furti e rapine a raffica, aveva una tecnica ormai collaudata: colpire rappresentanti orafi, sempre con moto di grossa cilindrata e pugni veloci. Il 47enne, in particolare, era un veterano del mestiere. Già beccato nel 2012 e estradato dall’Olanda, pizzicato di nuovo a Massa Carrara nel 2017, e in Toscana nel 2025. Una carriera lunga, ma senza lieto fine: ogni volta lo beccano.

Ora, Ignoranti, viene da chiedersi: ma questi tre erano davvero criminali esperti o solo dei nostalgici del vecchio colpo “alla boomer”?
Perché nel 2025, con telecamere ovunque, tracciamenti digitali e poliziotti che ti intercettano prima ancora che tu metta in moto, pensare di farla franca con ‘sti metodi è roba da manuale del perfetto coglione.

O forse no. Forse dietro c’è qualcosa di più grosso, un mandante, un “collezionista” che muove i fili e paga bene chi rischia la pelle.
Oppure, più semplicemente, tre uomini alla frutta, disperati travestiti da professionisti, che non hanno capito che i tempi del colpo di classe sono morti insieme ai telefoni a gettoni.

Quindi, che dite? Colpo organizzato da mani esperte o tentativo disperato da criminali fuori tempo massimo?

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