Multato per aver superato di 1 km/h il limite a Castions di Strada: la follia dei nuovi autovelox in Italia

Sanzioni assurde e cittadini esasperati: quando la legge perde il contatto con la realtà

Benvenuti in Italia, il Paese dove puoi andare a 51 all’ora in una zona da 50 e sentirti trattato come un criminale di guerra. È successo a Castions di Strada, in provincia di Udine, dove un automobilista si è visto recapitare due multe da 60 euro ciascuna per aver superato il limite di 1 km/h.
No, non è una battuta. È realtà. E una realtà che fa incazzare chiunque abbia ancora un minimo di buon senso.

La vicenda: 1 km/h di troppo, 120 euro di multa

Secondo quanto riportato nei verbali, il conducente avrebbe superato il limite previsto da cartello stradale di 1 km/h, un margine così microscopico che perfino un tachimetro di precisione militare faticherebbe a segnalare.
Eppure, per il Comune, questo è bastato per emettere due sanzioni distinte da 60 euro. In totale 120 euro, per una velocità che qualunque dispositivo serio considererebbe entro la tolleranza legale.

Ma è legale una multa del genere?

Qui entra in gioco la parte più assurda. Il Codice della Strada, all’articolo 345 del regolamento, prevede che venga applicata una tolleranza del 5% sulla velocità rilevata, con un minimo di 5 km/h fino a 100 km/h.
Questo significa che, se viaggi a 51 km/h in una zona da 50, sei automaticamente dentro la soglia di errore.

Castions di Strada e il “modello business” degli autovelox

Negli ultimi mesi, i cittadini della zona hanno segnalato un numero crescente di sanzioni ridicole, spesso per infrazioni di 1 o 2 km/h, facendo pensare che l’obiettivo non sia più la sicurezza stradale, ma la cassa comunale.
Perché diciamocelo chiaro: se un radar ti becca a 51 in una zona da 50 e il Comune si mette a fare verbali, non sta proteggendo la gente, sta solo stampando soldi sulla pelle dei cittadini.

In molti si chiedono se questi dispositivi siano stati tarati correttamente e se il sistema di omologazione rispetti davvero i criteri imposti dal Ministero dei Trasporti. Perché tra leggi, margini e regolamenti, un errore di 1 km/h è più un difetto di taratura che un’infrazione reale.

Il paradosso della sicurezza

Mentre i Comuni si arricchiscono di multe microscopiche, nessuno controlla le strade piene di buche, i semafori bruciati, i pedoni ignorati, o gli automobilisti che sorpassano a destra in autostrada.
Il risultato? Il cittadino onesto, che rispetta i limiti, viene punito per un errore statistico, mentre i veri pericoli restano impuniti.

Questa non è sicurezza stradale. È una presa per il culo istituzionalizzata.
E il problema non è isolato. Da Nord a Sud, gli autovelox sono diventati una macchina da soldi, con introiti milionari che finiscono nelle casse comunali.
Solo nel 2024, in Italia, i Comuni hanno incassato oltre 1,7 miliardi di euro da sanzioni stradali. Ma le strade restano fatiscenti, i controlli inefficaci e gli incidenti non calano.

Cittadini esasperati e ricorsi in arrivo

Sempre più automobilisti stanno impugnando queste multe assurde davanti ai Giudici di Pace. In molti casi, le sentenze danno ragione ai cittadini, soprattutto quando si dimostra che la tolleranza non è stata rispettata o che l’apparecchio non era correttamente tarato.
Il problema? Ogni ricorso richiede tempo, soldi e pazienza, tre cose che chi lavora onestamente spesso non ha.
E così, tra una busta verde e l’altra, la burocrazia vince ancora.

L’assurdo di un sistema che non perdona nemmeno l’impercettibile

Il messaggio è chiaro: in Italia conviene fermarsi, non muoversi, non respirare troppo forte, perché ogni respiro sopra la soglia può costarti un verbale.
Ci si domanda allora: dov’è il limite tra giustizia e truffa legalizzata?
Quando una sanzione diventa più simbolo di avidità che di ordine pubblico?

E la cosa più assurda è che la polemica su questi autovelox a Castions di Strada non è nemmeno nuova. Già mesi fa i cittadini avevano segnalato la follia di quei radar piazzati come trappole per topi: uno vicino alla BCC e l’altro lungo la Napoleonica, due punti strategici dove la maggior parte della gente rallenta già di suo per non schiantarsi contro la burocrazia. E invece no: se fai 51 su 50, scatta la multa come un cecchino fiscale. Il sindaco ha pure detto che “non è per fare cassa, ma per la sicurezza”. Peccato che la sicurezza non si misuri in chilometri all’ora, ma in buon senso — e quello, ormai, in certi uffici è in via d’estinzione.

Il punto è che, anche se per legge i soldi delle multe dovrebbero essere reinvestiti nella viabilità, la sensazione è che qui si stia solo raschiando il fondo del portafoglio dei cittadini per tenere in piedi un bilancio in apnea. Perché la scusa degli incidenti gravi non regge più, soprattutto se cominci a punire chi va piano ma non abbastanza piano da farsi tamponare. È un sistema che non educa, non salva vite, non migliora nulla: serve solo a dire “abbiamo fatto qualcosa”, mentre il Comune si comporta come un esattore medievale con la pistola laser.

Una riflessione finale: il buon senso è morto, e l’Italia lo ha ucciso

Questa storia è l’ennesima conferma che nel nostro Paese il buon senso è morto, travolto da un mare di carte bollate e autovelox piazzati nei punti più assurdi.
Non basta rispettare la legge: serve anche sperare che il Comune non decida di interpretarla come gli pare.

In un mondo dove i cittadini vengono spremuti fino all’ultimo centesimo, il rischio è che la fiducia nelle istituzioni finisca sotto zero. Perché se ti multano per 1 km/h, domani ti multano perché hai respirato troppo forte in curva.

E tu, Ignorante, che ne pensi? È giusto pagare 120 euro per un chilometro orario di troppo, o siamo davanti all’ennesimo sistema marcio travestito da legge?

A Castions di Strada sembra abbiano confuso il Comune con un bancomat a cielo aperto. Qui non si governa, si raccattano spiccioli col radar. Ti muovi di 1 km/h sopra il limite e tac — 60 euro di multa, perché evidentemente il bilancio comunale si fa a colpi di tachimetro. Altro che sicurezza stradale: è la pesca a strascico del portafoglio cittadino, fatta con gli autovelox piazzati come trappole per topi.

E mentre i cittadini si spaccano la schiena per pagare bollette, mutui e benzina, il Comune ti ringrazia per il contributo involontario al suo “fondo vacanze istituzionale”. Ormai servono radar anche per misurare la pazienza della gente, perché di questo passo ci multano pure se respiri troppo forte al semaforo.

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