SAN VITO AL TAGLIAMENTO — Tensione e polemiche a margine della recente manifestazione nell’area festeggiamenti di Prodolone. Nella serata di ieri, 31 agosto, dopo la conclusione della sagra, un episodio di malcostume sventato a difesa delle attrazioni del parco giochi si è trasformato in un caso ben più complesso, che rischia ora di finire nelle aule di tribunale per via di una presunta “mutilazione della verità” sulle piattaforme social.
L’episodio nell’area festeggiamenti
A festeggiamenti conclusi, gli esercenti dello spettacolo viaggiante avevano sgonfiato e disinstallato le proprie attrazioni, lasciandole temporaneamente sul posto per circa 24 ore in attesa di essere smontate e trasportate verso la destinazione successiva.
Nonostante l’area non fosse più operativa, agli esercenti — molto conosciuti in zona — sono giunte diverse segnalazioni da parte dei residenti: un gruppo di giovani della zona (tra cui parrebbero figurare anche ragazzi legati all’ambiente dell’organizzazione locale) si sarebbe introdotto all’interno delle attrazioni recintate o smantellate, arrampicandosi in particolare sulle strutture del tiro a segno e compiendo varie scorribande. Un gesto grave e sconsiderato, sia per il concreto rischio di causare ingenti danni ai macchinari, sia soprattutto per l’incolumità dei ragazzi stessi, considerando che già nei giorni della festa si erano verificati piccoli episodi spiacevoli causati dagli stessi soggetti.

Il confronto, la tensione e la scelta di non sporgere denuncia
Dopo aver provato più volte, senza esito, a contattare i referenti dell’organizzazione per far intervenire qualcuno sul posto, i titolari degli spettacoli viaggianti si sono visti costretti ad allertare le forze dell’ordine e a recarsi di persona nel piazzale.
Al loro arrivo, la situazione si è subito scaldata: i giovani hanno iniziato ad alzare la voce affrontando a muso duro le operatrici dello spettacolo viaggiante. Soltanto l’intervento di alcuni adulti arrivati in un secondo momento è riuscito a placare gli animi. Questi ultimi hanno chiesto accoratamente di non far intervenire pattuglie ed evitare strascichi legali ai ragazzi. Constatato che fortunatamente non vi erano stati danni materiali irreparabili, le famiglie degli esercenti hanno deciso con buon senso di non sporgere formale denuncia.
Il post “educativo” e la scure dei moderatori
Per fare in modo che la comunità venisse a conoscenza dell’accaduto e che i genitori potessero redarguire i propri figli prima che succedano fatti ancora più gravi, gli esercenti hanno pubblicato sulla pagina Facebook locale uno scatto che documentava la presenza dei giovani sulle strutture giostraie chiuse.
La sorpresa — e la rabbia — è arrivata questa mattina: il post è stato arbitrariamente cancellato dagli amministratori e moderatori del gruppo.
Spettro di azioni legali per la cancellazione dei fatti
La rimozione dell’immagine e della testimonianza viene contestata duramente dai titolari delle giostre. La cancellazione del post non rappresenta solo la rimozione di un contenuto social, ma un vero e proprio tentativo di distorcere la realtà e insabbiare un fatto di pubblica rilevanza, togliendo ai cittadini il diritto di parola, di protesta e di replica.
Per queste ragioni, gli esercenti dello spettacolo viaggiante hanno annunciato che valuteranno concrete azioni legali nei confronti dei due moderatori responsabili della cancellazione. Un comportamento considerato persino più grave dell’incursione notturna stessa, in quanto alimenta tensioni e spaccature all’interno di una comunità che dovrebbe invece rimanere unita e trasparente.

