Il 10 settembre 2026, la tranquillità della frazione di Percoto, nel comune di Pavia di Udine, è stata spezzata da un fatto di sangue che ha scosso l’intera comunità.
All’interno della casa di riposo Villa Orchidea, Giuliano Fedele, 91 anni, è stato accoltellato a morte nella sua stanza. Ad aggredirlo è stata la figlia, Marzia Fedele, 61 anni. L’episodio si è svolto senza testimoni diretti; poco dopo il gesto, la donna si è allontanata dalla struttura per recarsi spontaneamente nella caserma dei Carabinieri, costituendosi e consegnando l’arma. La Procura di Udine ha aperto un fascicolo per omicidio aggravato, contestando anche l’ipotesi di premeditazione poiché la donna avrebbe portato il coltello con sé da casa.
Nelle prime ore si è parlato genericamente di un diverbio, di esasperazione legata alla gestione della demenza senile dell’anziano o di latenti difficoltà economiche. Tuttavia, analizzando le reazioni e i commenti della comunità locale sui social, emerge un quadro emotivo ben diverso da quello d’ufficio.

Il punto di vista di Donovan Rossetto: la tesi dei social e della voce di paese
Sui profili social e nelle discussioni tra i residenti della zona, il clima non è di condanna sommaria verso la donna, ma di amara protezione. Diversi compaesani e conoscenti descrivono Marzia non come un’assassina spietata, ma come una persona che “ne ha passate troppe” e che portava sulle spalle un peso prolungato nel tempo.
Dalla lettura dei commenti e dei messaggi diffusi in rete emergono spunti che vanno oltre la spiegazione economica o lo stress da assistenza:
- I rumor sulla vendetta e la resa dei conti: Molti sostengono che il movente economico sia un’ipotesi riduttiva. Tra i paesani si parla di un’amarezza antica, di ferite mai sanate e di un vissuto familiare complesso che avrebbe accumulato tensione per anni.
- Un gesto che molti “presagivano”: Alcuni utenti hanno lasciato intendere che la situazione fosse giunta a un punto di non ritorno già da tempo, tanto che il gesto appare a molti come l’epilogo, drammatico ma quasi preannunciato, di una vicenda personale profonda.
- L’assenza di moventi banali: Chi conosce i protagonisti sottolinea come le motivazioni economiche non bastino a spiegare una scelta simile verso un genitore di 91 anni. La sensazione diffusa è che la molla vada ricercata in vissuti personali o dinamiche passate molto più gravi rispetto alle recenti difficoltà quotidiane.
Le indagini degli inquirenti sono tuttora in corso per accertare la dinamica esatta ed eventuali responsabilità legali. Nel frattempo, il paese resta diviso tra lo sconcerto per la violenza dell’atto e la comprensione umana per una sofferenza che molti ritenevano non più sostenibile.

