Hanno avuto lavoro, casa, sanità e vacanze pagate. Ora ci guardano dall’alto del loro mutuo estinto e ci dicono: “Eh ma voi giovani non avete voglia di fare un cazzo”. Ma vaffanculo zio Mario.
Facciamola finita con questa fiaba tossica dove i boomer sono i saggi custodi del sacrificio e noi siamo solo una generazione di fannulloni ingrati. La verità è che i boomer hanno avuto il mondo servito su un piatto e l’hanno restituito in fiamme. Hanno vissuto gli anni d’oro del boom economico, quando bastava presentarsi in giacca e cravatta per avere un contratto a tempo indeterminato. Quando con lo stipendio da commesso ci compravi un’auto, una casa, e ti facevi due settimane di ferie ad agosto con l’albergo mezza pensione. Ora gli stessi stronzi ci guardano dallo schermo della loro smart TV mentre bevono vino bio in una casa senza mutuo e ci dicono: “Eh, ma ai miei tempi non c’erano i telefoni e lavoravamo sodo”.
Sodo un cazzo. Lavoravate quando volevate, con tutele, ferie, pensioni e cazzo di tredicesima. Vi siete fatti il culo? Forse sì. Ma in un mondo che premiava chi si muoveva. Oggi ci muoviamo anche troppo, ma finiamo a lavorare a partita IVA con 700 euro al mese e la pizza da dividere in quattro. E ci tocca pure sorridere perché “almeno hai un lavoro”. Ma andate a fanculo. La vostra fatica era benedetta da un sistema che funzionava. La nostra è solo sfruttamento mascherato da flessibilità.

I boomer ci accusano di non fare figli, di essere fragili, di cambiare lavoro troppo spesso. Ma sapete cos’è che non abbiamo? Sicurezza. Un fottuto tetto nostro. La possibilità di ammalarci senza che l’intero sistema familiare crolli. Questi stronzi si compravano casa a 23 anni, e noi a 33 se ci va bene affittiamo una stanza con bagno condiviso e coinquilini che fumano incenso per “l’energia della casa”.
Loro parlano di “tenere duro”. Ma cosa vuol dire tenere duro in un mondo dove i colloqui durano sei step, dove ti chiedono l’inglese C1 per scrivere email di merda, e dove un affitto a Milano ti costa metà dello stipendio? Vuol dire svegliarsi con l’ansia, vivere col nodo alla gola, cercare di non crollare sotto il peso delle bollette, della benzina a 2 euro, del pane a 3 euro e del mutuo che non ti daranno mai. Vuol dire incassare tutto e zitti, perché tanto se ti lamenti sei solo un giovane che “non ha voglia”.
I boomer hanno avuto scuole pubbliche funzionanti, ospedali gratuiti, università quasi gratis, contributi statali, e una politica che, per quanto corrotta, almeno investiva nella crescita. Noi? Abbiamo l’alternanza scuola-lavoro dove muori durante uno stage, l’università con le tasse più alte d’Europa, il precariato come stile di vita, e politici che si fanno i TikTok ballando sopra il nostro disagio.
Ma loro continuano a ripetercelo: “Non vi manca nulla. Avete tutto”. Sì, abbiamo tutto: tutto il peso del mondo, tutto il casino lasciato da voi. Ci avete dato un pianeta al collasso, un mercato del lavoro che è una giungla, una sanità che crolla a ogni pandemia, una crisi climatica ignorata per quarant’anni, una crisi abitativa devastante, e ci volete anche educare?

Avete bruciato ogni futuro possibile e ora ci guardate male se usiamo lo smartphone per distrarci dalla merda che ci avete lasciato.
Ci dite che siamo troppo online, troppo fragili, troppo sensibili. No, stronzi. Siamo solo la generazione che si è svegliata nel cesso che avete costruito, con l’odore ancora fresco delle vostre scelte di merda. E ora pretendete pure che ce ne assumiamo le conseguenze senza fiatare. Il cazzo. Se vi dà fastidio sentirci lamentare, tappatevi le orecchie. Perché stavolta non stiamo zitti. Stavolta vi guardiamo in faccia e vi diciamo: ci avete inculati con il sorriso e ora fate pure gli offesi.
A noi ci resta il burnout a 27 anni, la terapia a rate, e la consapevolezza che forse, se le cose non cambiano, saremo noi i primi a vivere peggio dei nostri genitori. E questo è il vero crimine. Siamo la generazione più istruita, più connessa, più sveglia, ma anche la più disillusa e senza futuro. E no, non è colpa nostra. È colpa vostra. E lo sapete. Solo che vi fa paura ammetterlo. Perché sotto sotto, anche voi boomer, sapete che avete fallito. E che ora l’unica cosa che vi resta da fare è darci lezioni.
Tiratevi su le mutande della vergogna e fateci un favore: zitti.
E tu, ignorante, sei uno di quelli che ancora difende ‘sti fossili col telecomando in mano o sei tra quelli che ha capito che il futuro, per noi, lo hanno già fatto saltare?

