Tentata truffa a Sesto al Reghena: “Sua figlia sta morendo, servono soldi per una puntura svizzera”

Voci convincenti, panico e richieste di denaro: la nuova truffa del “parente in pericolo” colpisce ancora. Come difendersi e cosa fare subito.

Sesto al Reghena, una donna ha rischiato di cadere vittima di una tentata truffa telefonica orchestrata da malviventi senza scrupoli. Dall’altra parte del telefono, una voce femminile ben contraffatta le ha detto che la figlia aveva urgente bisogno di una “puntura svizzera” e che servivano immediatamente soldi e oro per pagarla, altrimenti sarebbe morta.

Un racconto agghiacciante, costruito per generare panico e senso di urgenza, che per un attimo ha quasi convinto la vittima. Fortunatamente la donna non ha ceduto, ma ha vissuto momenti di forte agitazione e ha rischiato un malore. Immediatamente, i familiari hanno avvisato Vigili e Carabinieri, che ora invitano tutta la cittadinanza a prestare la massima attenzione.

La truffa del “parente in pericolo”: come funziona

Si tratta di una delle truffe più subdole e diffuse, che sfrutta la paura e la vulnerabilità delle persone anziane. Lo schema è sempre simile:

  1. Una telefonata improvvisa, spesso con voce agitata o piangente.
  2. Un racconto drammatico: un incidente, una malattia improvvisa, un intervento urgente o — come in questo caso — una “puntura svizzera” dal costo altissimo.
  3. Una richiesta immediata di denaro, gioielli o beni preziosi, con la promessa che qualcuno verrà a ritirarli a casa.
  4. Pressione emotiva e urgenza: non ti lasciano il tempo di ragionare, vogliono che agisca subito.

Il trucco sta nel creare panico e farti agire d’istinto. Più ti senti in colpa o spaventato, più sei vulnerabile.

Come riconoscere una truffa telefonica

Ecco i segnali d’allarme da tenere a mente:

  • Vogliono soldi subito → Nessuna emergenza reale viene risolta con bonifici o contanti immediati.
  • Ti parlano di un familiare in pericolo → Spesso fingono di essere medici, avvocati o amici fidati.
  • Creano panico e confusione → Ti spingono a non ragionare, a non chiamare nessuno, a “fare in fretta”.
  • Chiedono oro o gioielli → È sempre un campanello d’allarme. Nessuna struttura sanitaria chiede pagamenti in oro.
  • Non ti lasciano verificare → Se ti dicono “non chiudere la chiamata” o “non contattare nessuno”, fermati subito.

Cosa fare se ricevi una chiamata sospetta

  1. Rimani calmo. Non farti prendere dal panico.
  2. Non dare informazioni personali. Mai fornire nomi, indirizzi, dettagli familiari.
  3. Chiudi la telefonata e chiama subito un familiare o la persona coinvolta per verificare.
  4. Avvisa le forze dell’ordine:
    • Carabinieri (112)
    • Polizia Locale o Municipale
    • Puoi anche segnalare l’accaduto a parenti, vicini o gruppi locali (come quelli Facebook del tuo Comune).
  5. Non aprire la porta a nessuno. Nessun incaricato serio si presenta senza avviso ufficiale.

Il consiglio dei Carabinieri

Le forze dell’ordine invitano i cittadini a segnalare ogni tentativo, anche se non va a segno. Ogni segnalazione può aiutare a individuare i truffatori e a prevenire nuovi raggiri.
Ricordate: la prevenzione è l’arma più efficace. Parlatene con i vostri familiari più anziani, spiegate loro che nessun medico, avvocato o carabiniere chiederà mai soldi o oro per risolvere un’urgenza.

Questa volta la vittima ha avuto sangue freddo, ma non tutti riescono a capire il trucco in tempo. E se un giorno toccasse a voi o ai vostri genitori, sareste pronti a riconoscerla?

Ignoranti, condividete questa notizia con chiunque abbia genitori o nonni soli a casa: meglio una telefonata in più che un furto di troppo.

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